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CONSIGLIO REGIONALE DELL'ABRUZZO

 

IX LEGISLATURA

 

vvvvvvv

 

SEDUTA DEL 3 MARZO 2009

 

Presidenza del Presidente: PAGANO

 

Consigliere Segretario: PETRI

 

ASS.

 

ASS.

 

ASS.

 

ASS.

ACERBO

 

DE FANIS

MENNA

 X

SAIA

 X

ARGIRÒ

 

DE MATTEIS

 

MILANO

 

SCLOCCO

 

CAPORALE

 

DEL CORVO

 

MORRA

 

SOSPIRI 

 

CARAMANICO

 

DI BASTIANO

 

NASUTI

 

STATI

X

CASTIGLIONE

 X

DI LUCA

 X

PAGANO

 

SULPIZIO

 

CHIAVAROLI F.

 

DI MATTEO

 

PALOMBA

 

TAGLIENTE

 X

CHIAVAROLI R.

 

DI PANGRAZIO

 

PAOLINI

 X

TERRA

 X

CHIODI

 

DI PAOLO

 

PETRI

 

VENTURONI

 

COSTANTINI

 

FEBBO

 

PROSPERO

 X

VERÌ

 

D'ALESSANDRO Camillo

 

GATTI

 

RABUFFO

 

 

 

D'ALESSANDRO Cesare

 

GIULIANTE

 

RICCIUTI

 

 

 

D'AMICO

 

MASCI

 

RUFFINI

 

 

 

 

VERBALE N. 5/7

 

OGGETTO:

Risoluzione: Problematiche legate a produzione energetica da fonti a fissione nucleare - RESPINTA.

 

Il Consiglio regionale

Vista la risoluzione a firma dei consiglieri Caporale, Acerbo, Costantini, Saia, Sclocco, Caramanico, Ruffini, Di Pangrazio e D'Amico su " Problematiche legate a produzione energetica da fonti a fissione nucleare";

Udita l'illustrazione del consigliere Caporale;

Uditi gli interventi del consigliere Chiavaroli R., del Presidente Chiodi, dei consiglieri D'Alessandro Camillo, Acerbo e Costantini;

A maggioranza statutaria espressa con votazione palese;

NON L'APPROVA

nel testo che di seguito si trascrive:

«IL CONSIGLIO REGIONALE D'ABRUZZO PREMESSO CHE

-  Da un articolo di "Repubblica" di giovedì 26 Febbraio 2009 la Regione Abruzzo figura tra le regioni favorevoli ad ospitare una centrale nucleare sul proprio territorio (insieme a Sicilia, Veneto e Friuli Venezia Giulia);

-  Il Presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha espresso la propria contrarietà all'installazione di centrali nucleari nella regione Abruzzo

CONSIDERATO CHE

-  Nonostante la diffusa tendenza a non informare l'opinione pubblica su quanto accade nei siti che ospitano centrali nucleari, ampia è la "cronaca nera" in merito ai numerosi, piccoli e grandi incidenti che inevitabilmente colpiscono direttamente le centrali nucleari e/o i siti ad essi connessi per lo stoccaggio delle pericolosissime scorie nucleari che rimangono "attive" per migliaia di anni: solo per citare gli ultimi, nel deposito sperimentale di scorie radioattive di Asse in Germania, tra Amburgo e Hannover, " .. per molti anni è stata tenuta segreta la penetrazione di una soluzione salina nelle caverne sotterranee che contengono 126.000 fusti di materiale radioattivo che vi furono calati tra il 1967 ed il 1978. La contaminazione radioattiva della soluzione salina ha fatto ritenere che alcuni dei fusti che contengono le scorie non siano più stagni e data l'impossibilità di far defluire ulteriormente i liquidi penetrati a tali profondità, si è reso necessario trasportare parte del materiale contaminato in superficie, con costi economici e rischi ambientali imprevisti. Inoltre, cresce la preoccupazione per il pericolo di crolli e della possibile contaminazione di sistemi acquiferi sotterranei che potrebbero risalire in superficie. Quando il sito sperimentale fu inaugurato negli anni '60 tali infiltrazioni erano state ritenute impossibili, tanto che Asse era considerato un possibile sito per il deposito finale delle scorie radioattive, che doveva garantire lo stoccaggio per migliaia di anni;

-  Come in tutti gli altri paesi del mondo, a parte la Finlandia, il sito per lo stoccaggio definitivo non è ancora stato stabilito. La sequela di problemi sul sito provvisorio di Asse rende la discussione sull'individuazione del sito definitivo ancora più difficile, data la preoccupazione del governo e dell'opinione pubblica, specialmente nelle regioni interessate .... ", e sempre su Asse " ... sui costi imprevisti per il tentativo di risanare il sito di Asse, o almeno di salvare il salvabile, evitando di perdere il controllo sul materiale radioattivo che vi è conservato le stime dei costi continuano a crescere e hanno già superato i 2 miliardi di euro ..... Documenti che Greenpeace ha messo a disposizione della stampa mostrano che la quota delle scorie derivante dalle centrali atomiche supera il 70% ..... Pare probabile che alla fine i costi saranno presi in carico dal Governo Federale ...... i costi di Asse terranno occupati i nostri figli, nipoti e così molte generazioni a venire, anche secoli dopo che le riserve mondiali di uranio saranno completamente esaurite .... ". I promotori del nucleare hanno sempre sostenuto " .. che le miniere di sale (come Asse) possono essere considerate affidabili come depositi a lungo termine per le scorie radioattive in quanto rimaste inalterate per milioni di anni e mai invase dall'acqua. Al contrario sembrerebbe che ad Asse la solidità strutturale della miniera è talmente compromessa che soltanto una parte dei fusti contenenti le scorie risulta recuperabile. Va aggiunto che come in altri depositi nucleari tedeschi, ad Asse ci sono anche molti altri problemi, tra cui l'entrata quotidiana di salamoia (una decina di metri cubi al giorno) da una falda finora non identificata. L'effetto è che in 40-100 anni i fusti contenenti le scorie radioattive si saranno disintegrati per corrosione. Quindi il loro contenuto di scorie radioattive contaminerà le falde di salamoia, con il risultato che prima o poi questa acqua, contenente sostanze radioattive, raggiungerà la biosfera in superficie .... ". In Inghilterra, nell'Essex, la centrale di Bradwell-on-sea ha disperso liquido radioattivo da una cisterna sotterranea per 14 anni: ora la centrale è chiusa ma fanno riflettere, sulla sicurezza di questa tecnologia, le parole di Mike Weightman, capo ispettore del Nuclear Installations Inspectorate, pronunciate al processo e riportate dal Guardian: non sarebbe stato possibile "ispezionare o controllare ogni parte di un impianto così complesso". E sempre rimanendo in Inghilterra, uno dei più attivi ed indipendenti organismi di controllo, il Nuclear Safety Advisory Committee (NuSAC), è stato smantellato lo scorso Ottobre, senza apparente motivo: l'organo di controllo aveva sollevato diversi dubbi su questioni economiche e di sicurezza. Ancora Inghilterra, impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di Sellafield, il cosiddetto impianto MOX: realizzato nel 1997 e messo in funzione nel 2001, è costato 470 milioni di sterline. Avrebbe dovuto riprocessare 120 tonnellate all'anno di uranio e plutonio usati per farne nuovo combustibile. In realtà, mentre negli anni dal 1998 al 2002 è stato praticamente fermo per problemi tecnici, dal 2002 al 2007 di tonnellate ne ha lavorate solo 2,6 all'anno. Ora con ogni probabilità le 100 tonnellate di scorie presenti nel sito dovranno essere stoccate da qualche altra parte, anziché divenire combustibile.
Anche dall'altra parte del globo, in Giappone, il comparto nucleare non se la passa benissimo. Solo una settimana fa l'agenzia per la sicurezza nucleare nipponica ha dato il via libera all'utility Tokyo Electric Power (TEPCO) per testare il funzionamento del generatore n. 7 della centrale Kashiwazaki-Kariwa (1.356 MW) dopo un anno e mezzo di blocco. Ricordiamo che per gli effetti di un forte terremoto, che il 16 luglio 2007 ha colpito l'area, vennero riscontrati danni ai reattori della centrale. Kashiwazaki-Kariwa è il più grande complesso nucleare del mondo con 7 impianti per 8.212 MW, tutti bloccati dopo l'incidente. L'autorizzazione a rimettere in funzione il reattore n. 7, l'unico finora e il più nuovo del gruppo, deve essere però suffragata ancora dall'approvazione di tre autorità locali. Le perdite dell'utility calcolate al mese di marzo 2008, quindi un anno fa e solo dopo 8 mesi dallo stop, sono state di circa 5,6 miliardi di euro, mentre le azioni della compagnia elettrica nel 2007 calarono del 30% (sarebbe interessante sapere, alla luce di queste informazioni, quale compagnia assicurativa privata oggi si infilerebbe nell'avventura dell'atomo o forse gli Stati hanno capito che se qualcosa non funziona esiste sempre una scappatoia, cioè creare una "bad company" a carico della collettività?);

-  Malgrado l'enfasi data dai media al possibile rinascimento nucleare, la percentuale di elettricità nucleare è destinata a ridursi, secondo la Iea (International Energy Agency) dal 15 al 9% entro il 2030 a causa della chiusura delle vecchie centrali", ed ancora "In effetti, il principale nemico dell'energia atomica non sono gli ambientalisti ma la liberalizzazione dei mercati elettrici. In una realtà concorrenziale, l'incertezza sui costi, sui tempi di costruzione e sulle dinamiche della domanda penalizzano fortemente questa tecnologia. Secondo un recente studio Usa condiviso dall'industria atomica (il Nudear Power Joint Fact-Finding) l'elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh) rispetto alla media. Non a caso la gara per la costruzione di nuove centrali indetta da un nuclearista convinto come Bush è andata deserta fino a quando l'Amministrazione non ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al chilowattora, la stessa cifra prevista per l'eolico. Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è falso. In Europa l'impianto in costruzione in Finlandia è in ritardo di due anni e presenta extracosti per 1,5 miliardi di euro, tanto che la Siemens, fornitrice della tecnologia, nel 2008 ha perso in Borsa un terzo del suo valore. In sostanza, c'è un conflitto insanabile tra l'imperante mercato liberalizzato dell'energia e la rinascita del nucleare;

-  Un tema generalmente sottovalutato riguarda la disponibilità di materiale fissile. In effetti negli anni scorsi si era in presenza di una sovrabbondanza di uranio anche per l'utilizzo del materiale proveniente dal programma di disarmo nucleare. Questa situazione è destinata a cambiare e le difficoltà ad aprire nuove miniere stanno già facendo lievitare il prezzo, sestuplicato negli ultimi 5 anni";

-  Il Presidente americano, Barack Obama, non prevede la costruzione di nuove centrali nucleari né a breve né a lungo termine, ma al contrario ha messo ancora una volta l'accento su come gli investimenti in energia pulita ed efficienza energetica siano l'ingrediente principale per uscire dalla crisi e per creare un milione di nuovi posti di lavoro, e che c'è il bisogno di "rendere l'energia rinnovabile quella più redditizia" facendo in tal modo assurgere le politiche basate sull'"energia pulita" a perno principale di una "politica anticrisi", in coerenza con il rapporto di Stern e colleghi;

-  Si potrà discutere di nucleare solo se e quando sarà risolto il problema delle scorie nucleari e non vi saranno pericoli per la salute umana e per l'ambiente;

-  La costruzione delle quattro centrali nucleari di terza generazione, decisa dal Governo Berlusconi, in accordo con il governo Francese e con le società francesi che non avevano trovato analoga disponibilità da nessun altro Paese Occidentale, dovrebbe iniziare intorno al 2015, mentre già nel 2020 saranno pronte le nuove centrali nucleari di quarta generazione, rendendo dunque obsolete le centrali che si vogliono costruire nel nostro Paese, già dopo soli cinque anni,

DELIBERA DI:

Dichiarare l'Abruzzo REGIONE DENUCLEARIZZATA

Far pervenire al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al/i Ministro/i competente/i, comunicazione circa la indisponibilità della Regione Abruzzo ad ospitare sul proprio territorio una centrale nucleare e siti di stoccaggio di materiale radioattivo».

 

 

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO

IL PRESIDENTE

 

 

PP/cm

 
 
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