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Vista la risoluzione a firma dei
consiglieri Caporale, Acerbo, Costantini, Saia, Sclocco,
Caramanico, Ruffini, Di Pangrazio e D'Amico su "
Problematiche legate a produzione energetica da fonti a
fissione nucleare";
Udita l'illustrazione del consigliere
Caporale;
Uditi gli interventi del consigliere
Chiavaroli R., del Presidente Chiodi, dei consiglieri
D'Alessandro Camillo, Acerbo e Costantini;
A maggioranza statutaria espressa con
votazione palese;
NON L'APPROVA
nel testo che di seguito si trascrive:
«IL CONSIGLIO REGIONALE D'ABRUZZO
PREMESSO CHE
- Da un articolo di
"Repubblica" di giovedì 26 Febbraio 2009 la
Regione Abruzzo figura tra le regioni favorevoli ad ospitare
una centrale nucleare sul proprio territorio (insieme a
Sicilia, Veneto e Friuli Venezia Giulia);
- Il Presidente della Giunta
regionale, Gianni Chiodi, ha espresso la propria
contrarietà all'installazione di centrali nucleari nella
regione Abruzzo
CONSIDERATO CHE
- Nonostante la diffusa tendenza a
non informare l'opinione pubblica su quanto accade nei siti
che ospitano centrali nucleari, ampia è la "cronaca
nera" in merito ai numerosi, piccoli e grandi incidenti
che inevitabilmente colpiscono direttamente le centrali
nucleari e/o i siti ad essi connessi per lo stoccaggio delle
pericolosissime scorie nucleari che rimangono
"attive" per migliaia di anni: solo per citare gli
ultimi, nel deposito sperimentale di scorie radioattive di
Asse in Germania, tra Amburgo e Hannover, " .. per
molti anni è stata tenuta segreta la penetrazione di una
soluzione salina nelle caverne sotterranee che contengono
126.000 fusti di materiale radioattivo che vi furono calati
tra il 1967 ed il 1978. La contaminazione radioattiva della
soluzione salina ha fatto ritenere che alcuni dei fusti che
contengono le scorie non siano più stagni e data
l'impossibilità di far defluire ulteriormente i liquidi
penetrati a tali profondità, si è reso necessario
trasportare parte del materiale contaminato in superficie,
con costi economici e rischi ambientali imprevisti. Inoltre,
cresce la preoccupazione per il pericolo di crolli e della
possibile contaminazione di sistemi acquiferi sotterranei
che potrebbero risalire in superficie. Quando il sito
sperimentale fu inaugurato negli anni '60 tali infiltrazioni
erano state ritenute impossibili, tanto che Asse era
considerato un possibile sito per il deposito finale delle
scorie radioattive, che doveva garantire lo stoccaggio per
migliaia di anni;
- Come in tutti gli altri paesi
del mondo, a parte la Finlandia, il sito per lo stoccaggio
definitivo non è ancora stato stabilito. La sequela di
problemi sul sito provvisorio di Asse rende la discussione
sull'individuazione del sito definitivo ancora più
difficile, data la preoccupazione del governo e
dell'opinione pubblica, specialmente nelle regioni
interessate .... ", e sempre su Asse " ... sui
costi imprevisti per il tentativo di risanare il sito di
Asse, o almeno di salvare il salvabile, evitando di perdere
il controllo sul materiale radioattivo che vi è conservato
le stime dei costi continuano a crescere e hanno già
superato i 2 miliardi di euro ..... Documenti che Greenpeace
ha messo a disposizione della stampa mostrano che la quota
delle scorie derivante dalle centrali atomiche supera il 70%
..... Pare probabile che alla fine i costi saranno presi in
carico dal Governo Federale ...... i costi di Asse terranno
occupati i nostri figli, nipoti e così molte generazioni a
venire, anche secoli dopo che le riserve mondiali di uranio
saranno completamente esaurite .... ". I promotori del
nucleare hanno sempre sostenuto " .. che le miniere di
sale (come Asse) possono essere considerate affidabili come
depositi a lungo termine per le scorie radioattive in quanto
rimaste inalterate per milioni di anni e mai invase
dall'acqua. Al contrario sembrerebbe che ad Asse la
solidità strutturale della miniera è talmente compromessa
che soltanto una parte dei fusti contenenti le scorie
risulta recuperabile. Va aggiunto che come in altri depositi
nucleari tedeschi, ad Asse ci sono anche molti altri
problemi, tra cui l'entrata quotidiana di salamoia (una
decina di metri cubi al giorno) da una falda finora non
identificata. L'effetto è che in 40-100 anni i fusti
contenenti le scorie radioattive si saranno disintegrati per
corrosione. Quindi il loro contenuto di scorie radioattive
contaminerà le falde di salamoia, con il risultato che
prima o poi questa acqua, contenente sostanze radioattive,
raggiungerà la biosfera in superficie .... ". In
Inghilterra, nell'Essex, la centrale di Bradwell-on-sea ha
disperso liquido radioattivo da una cisterna sotterranea per
14 anni: ora la centrale è chiusa ma fanno riflettere,
sulla sicurezza di questa tecnologia, le parole di Mike
Weightman, capo ispettore del Nuclear Installations
Inspectorate, pronunciate al processo e riportate dal
Guardian: non sarebbe stato possibile "ispezionare o
controllare ogni parte di un impianto così complesso".
E sempre rimanendo in Inghilterra, uno dei più attivi ed
indipendenti organismi di controllo, il Nuclear Safety
Advisory Committee (NuSAC), è stato smantellato lo scorso
Ottobre, senza apparente motivo: l'organo di controllo aveva
sollevato diversi dubbi su questioni economiche e di
sicurezza. Ancora Inghilterra, impianto di riprocessamento
del combustibile nucleare di Sellafield, il cosiddetto
impianto MOX: realizzato nel 1997 e messo in funzione nel
2001, è costato 470 milioni di sterline. Avrebbe dovuto
riprocessare 120 tonnellate all'anno di uranio e plutonio
usati per farne nuovo combustibile. In realtà, mentre negli
anni dal 1998 al 2002 è stato praticamente fermo per
problemi tecnici, dal 2002 al 2007 di tonnellate ne ha
lavorate solo 2,6 all'anno. Ora con ogni probabilità le 100
tonnellate di scorie presenti nel sito dovranno essere
stoccate da qualche altra parte, anziché divenire
combustibile.
Anche dall'altra parte del globo, in Giappone, il comparto
nucleare non se la passa benissimo. Solo una settimana fa
l'agenzia per la sicurezza nucleare nipponica ha dato il via
libera all'utility Tokyo Electric Power (TEPCO) per testare
il funzionamento del generatore n. 7 della centrale
Kashiwazaki-Kariwa (1.356 MW) dopo un anno e mezzo di
blocco. Ricordiamo che per gli effetti di un forte
terremoto, che il 16 luglio 2007 ha colpito l'area, vennero
riscontrati danni ai reattori della centrale.
Kashiwazaki-Kariwa è il più grande complesso nucleare del
mondo con 7 impianti per 8.212 MW, tutti bloccati dopo
l'incidente. L'autorizzazione a rimettere in funzione il
reattore n. 7, l'unico finora e il più nuovo del gruppo,
deve essere però suffragata ancora dall'approvazione di tre
autorità locali. Le perdite dell'utility calcolate al mese
di marzo 2008, quindi un anno fa e solo dopo 8 mesi dallo
stop, sono state di circa 5,6 miliardi di euro, mentre le
azioni della compagnia elettrica nel 2007 calarono del 30%
(sarebbe interessante sapere, alla luce di queste
informazioni, quale compagnia assicurativa privata oggi si
infilerebbe nell'avventura dell'atomo o forse gli Stati
hanno capito che se qualcosa non funziona esiste sempre una
scappatoia, cioè creare una "bad company" a
carico della collettività?);
- Malgrado l'enfasi data dai media
al possibile rinascimento nucleare, la percentuale di
elettricità nucleare è destinata a ridursi, secondo la Iea
(International Energy Agency) dal 15 al 9% entro il 2030 a
causa della chiusura delle vecchie centrali", ed ancora
"In effetti, il principale nemico dell'energia atomica
non sono gli ambientalisti ma la liberalizzazione dei
mercati elettrici. In una realtà concorrenziale,
l'incertezza sui costi, sui tempi di costruzione e sulle
dinamiche della domanda penalizzano fortemente questa
tecnologia. Secondo un recente studio Usa condiviso
dall'industria atomica (il Nudear Power Joint Fact-Finding)
l'elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a
costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh)
rispetto alla media. Non a caso la gara per la costruzione
di nuove centrali indetta da un nuclearista convinto come
Bush è andata deserta fino a quando l'Amministrazione non
ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al
chilowattora, la stessa cifra prevista per l'eolico.
Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è
falso. In Europa l'impianto in costruzione in Finlandia è
in ritardo di due anni e presenta extracosti per 1,5
miliardi di euro, tanto che la Siemens, fornitrice della
tecnologia, nel 2008 ha perso in Borsa un terzo del suo
valore. In sostanza, c'è un conflitto insanabile tra
l'imperante mercato liberalizzato dell'energia e la
rinascita del nucleare;
- Un tema generalmente
sottovalutato riguarda la disponibilità di materiale
fissile. In effetti negli anni scorsi si era in presenza di
una sovrabbondanza di uranio anche per l'utilizzo del
materiale proveniente dal programma di disarmo nucleare.
Questa situazione è destinata a cambiare e le difficoltà
ad aprire nuove miniere stanno già facendo lievitare il
prezzo, sestuplicato negli ultimi 5 anni";
- Il Presidente americano, Barack
Obama, non prevede la costruzione di nuove centrali nucleari
né a breve né a lungo termine, ma al contrario ha messo
ancora una volta l'accento su come gli investimenti in
energia pulita ed efficienza energetica siano l'ingrediente
principale per uscire dalla crisi e per creare un milione di
nuovi posti di lavoro, e che c'è il bisogno di
"rendere l'energia rinnovabile quella più
redditizia" facendo in tal modo assurgere le politiche
basate sull'"energia pulita" a perno principale di
una "politica anticrisi", in coerenza con il
rapporto di Stern e colleghi;
- Si potrà discutere di nucleare
solo se e quando sarà risolto il problema delle scorie
nucleari e non vi saranno pericoli per la salute umana e per
l'ambiente;
- La costruzione delle quattro
centrali nucleari di terza generazione, decisa dal Governo
Berlusconi, in accordo con il governo Francese e con le
società francesi che non avevano trovato analoga
disponibilità da nessun altro Paese Occidentale, dovrebbe
iniziare intorno al 2015, mentre già nel 2020 saranno
pronte le nuove centrali nucleari di quarta generazione,
rendendo dunque obsolete le centrali che si vogliono
costruire nel nostro Paese, già dopo soli cinque anni,
DELIBERA DI:
Dichiarare l'Abruzzo REGIONE
DENUCLEARIZZATA
Far pervenire al Presidente del Consiglio
dei Ministri ed al/i Ministro/i competente/i, comunicazione
circa la indisponibilità della Regione Abruzzo ad ospitare
sul proprio territorio una centrale nucleare e siti di
stoccaggio di materiale radioattivo». |