Le pronunce della Consulta

Le decisioni che vanno a definire il giudizio della Corte Costituzionale possono essere processuali o di merito.

Con le pronunce processuali la Consulta rileva i motivi che impediscono di entrare nel merito del ricorso, mentre con le pronunce di merito entra nella questione di costituzionalità che potrà successivamente essere dichiara fondata, portando conseguentemente alla dichiarazione di incostituzionalità della norma, o infondata.

Sono pronunce processuali i provvedimenti che restituiscono gli atti al giudice a quo, le decisioni di estinzione del giudizio, di cessazione della materia del contendere e di improcedibilità,  oltre a quelle di inammissibilità semplice o manifesta.

Se non esistono motivi tali da giustificare una pronuncia meramente processuale, la Corte affronta il merito della questione e giunge ad esprimersi con le decisioni di rigetto (infondatezza o manifesta infondatezza della questione), di accoglimento totale o parziale, ovvero con sentenze interpretative di accoglimento.

Le decisioni della Corte Costituzionale possono assumere la forma della sentenza e dell’ordinanza: su di esse non è ammessa alcuna impugnazione.

Tutte le decisioni sono motivate, ma le ordinanze solo «succintamente» e vengono adottate in Camera di Consiglio. Secondo l’art. 18 della legge 87/1953 «La Corte giudica in via definitiva con sentenza. Tutti gli altri provvedimenti di sua competenza sono adottati con ordinanza». E’ sempre una sentenza a dichiarare l’ incostituzionalità.