Quantificazione degli oneri

La corretta individuazione della copertura finanziaria di una decisione di spesa presuppone di necessità un’attendibile quantificazione degli oneri finanziari recati al bilancio pubblico dalla relativa proposta legislativa.

Per la finanza statale il procedimento di quantificazione risulta incardinato, per espressa previsione dell’art. 17, comma 2, della legge 196/09, sulla relazione tecnica compilata dal proponente al fine di dar conto dei criteri e delle metodologie adottati per la determinazione degli oneri, consentendo così la verifica di congruità della quantificazione stessa nonché di compatibilità dell’intervento proposto con il più generale quadro finanziario delineato in sede di programmazione.

Per le Regioni a statuto ordinario, invece, la disciplina quadro in materia di bilancio è posta dal D. Lgs. 76/2000, a cui ciascuna Regione ha dovuto conformare i propri ordinamenti contabili. La regione Abruzzo ha provveduto con la Legge regionale 25 marzo 2002 n. 3 che dispone in tema di copertura finanziaria all’articolo 27.

Quello della quantificazione degli oneri costituisce un momento fondamentale all’interno dell’iter legislativo, dato che un’applicazione impropria potrebbe condurre ad una sottostima degli oneri tale che il conseguente difetto di quantificazione, anche soltanto parziale, costituirebbe esso stesso difetto di copertura, in diretta violazione dunque dell’obbligo costituzionalmente sancito dall’art. 81.

Non a caso la quantificazione è stata definita estensivamente come un vero e proprio “ciclo”, individuato da tutto un complesso di attività e procedure, all’interno del quale quella della determinazione quantitativa degli oneri è soltanto una prima fase, caratterizzata appunto dall’esplicitazione di parametri e fonti cui ricondurre oggettivamente la valutazione finanziaria operata. Nell’ambito di tale fase l’indicazione degli effetti finanziari è da effettuarsi in maniera analitica, ossia disposizione per disposizione, ben potendosi una mancata copertura celare sotto una quantificazione complessiva determinata a forfait, senza cioè trovare riferimento in dati oggettivi. Altro aspetto cruciale di questo momento è la definizione temporale dell’onere, che va effettuata in modo equilibrato, riferendosi perciò al periodo del bilancio pluriennale o comunque fino alla completa attuazione degli oneri e in conformità a quello che la legge richiede in relazione alla tipologia di spesa da effettuare.

La successiva fase è quella della copertura finanziaria, da intendersi qui in senso stretto, come individuazione dei mezzi finanziari, ossia degli stanziamenti di bilancio su cui far gravare la spesa derivante dall’attuazione della legge, che dovranno essere ovviamente dotati di appostamenti di risorse sufficientemente capienti.

In ordine a tale aspetto il primo comma del citato art. 17, L. 196/2009, elenca tre modalità tipiche di copertura delle leggi statali, ponendole come tassative (“esclusivamente”) nel senso che devono ritenersi le uniche ammissibili: 1) utilizzo degli accantonamenti dei fondi speciali; 2) riduzione di precedenti autorizzazioni di spesa; 3) modifiche legislative comportanti nuove o maggiori entrate, nel rispetto comunque della regola che le spese correnti non possono essere finanziate da entrate in conto capitale (divieto della c.d. dequalificazione della spesa).

Per la regione Abruzzo la copertura finanziaria delle leggi, ai sensi dell’art. 27 della L.R. 3/2002, è determinata, esclusivamente nei seguenti modi: a) utilizzo degli accantonamenti iscritti nei fondi speciali destinati a far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali che si perfezionano dopo l’approvazione del bilancio; b) riduzione di precedenti autorizzazione legislative di spesa; c) utilizzo delle economie di spese di natura non obbligatoria formatesi nel corso dell’esercizio;  d) modifiche legislative comportanti nuove o maggiori entrate.